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26 Novembre
Per avere un'idea vera bisogna leggere fino in fondo, COMPRESO L'ALLEGATO
PDFInviato ai preti e religiosi, in modo speciale e diretto.
Sul finire dell'anno del Signore 2025, si chiude il Giubileo della Speranza e papa Leone va in Turchia a celebrare i 700 anni del concilio di Nicea, oggi İznik in Turchia (20-05/25 luglio 325-2025), che fu convocato e presieduto da Costantino.
È il primo concilio, 276 anni dopo quello apostolico di Gerusalemme (tra il 46 e il 49 d.C.), che identificò il Vangelo dell'ebreo Gesù con la filosofia greca dell'«essere», trasformando, in meno di tre secoli, il figlio del falegname di Nàzaret in «essenza consustanziale al Padre» (Credo della Messa cattolica).
Gesù e il Padre diventano automaticamente «occidentali», con tutte le conseguenze che vediamo oggi, come dimostra la storia serena della Teologia. Da Shekinàh/Dimora/Presenza, Dio diventa estraneo alla vita, relegato nel cielo della speculazione filosofica. Basta vedere le chiese vuote, frequentate da anziani avanti con gli anni, senza quasi più preti, completamente inadeguati, ad affrontare gli enormi bisogni dell'umanità moderna.
Per paura e per auto consolazione, ci si rifugia nelle cose esteriori come i presepi, trasformati in giochini meccanici che emozionano i bambini, lasciando indifferenti gli adulti: cose da bambini, appunto. Potremmo continuare, ma non lo facciamo.
Nella parrocchia di San Torpete in Genova, ormai da sei anni, per difendere la dignità del «mistero dell'incarnazione», a Natale chiudiamo la chiesa, come profezia attuale della serietà della fede che non può essere svenduta, per nessun motivo, sull'altare del consumismo orripilante, di fatto benedetto dai cristiani scristianizzati, anche se, in parte praticanti di pratiche senza più senso. Attorno a noi, spopola la povertà, il rifiuto degli ultimi, la miseria di bambini e adulti e vecchi senza cibo, senza casa, senza il necessario minimale per la dignità di chi dovrebbe essere «immagine e somiglianza di Dio».
Ci vogliono ancora prove dopo il «genocidio» di Gaza e quello nascosto della Cisgiordania, anche con la distruzione materiale delle case e degli alberi di Ulivo?
Celebriamo il Povero profugo che fugge dalla persecuzione della polizia di Erode e, intanto, siamo complici della polizia moderna di un governo che perseguita i migranti, ripudia i poveri e li incrementa con leggi disumane e ignobili perché ingrassa gli evasori e favorisce i ricchi più ricchi.
Senza nemmeno pensare anche superficialmente, possiamo celebrare il Natale? O è solo un rito ripetitivo e vuoto? Se Gesù venisse fisicamente oggi, dove nascerebbe? Nelle cattedrali con vescovi e preti «bardati come cavalli in fiera»? (Sant'Antonio da Padova, Sermoni, Annunciazione 3,14).
Immersi in questi pensieri, mentre preparavamo la liturgia della parola del tempo di Natale, all'improvviso fummo scaraventati in un presepe vivente, i cui protagonisti erano una donna di 47 anni (che, per privacy, chiamiamo J. e i suoi due figli (O. di 9 e M. di 6) e B. di 40 anni e il figlio piccoletto (P. di 2 anni). Una storia, anzi una vita di vangelo puro e siamo certi che Dio non si scandalizzerebbe affatto se dicessimo che quest'anno per noi «Gesù è Donna».
CHI NON VUOLE SCAPPARE, MA VUOLE SAPERE E PENSARE LA PRORPIA FEDE O LA PROPRIA CIVILTÀ LAICA, LEGGA L'ACCLUSO PDF DAL TITOLO: «NATALE 2025, PRESEPE VIVENTE A SAN TORPETE» IN GENOVA.
Potevamo girarci dall'altra parte, come il levita (specialista dei riti) o il fariseo (membro del sinedrio), fare una «elemosina» di passaggio per tranquillizzare il residuo di coscienza rimasto, invece, dicemmo con Sant'Agostino: «temo non solo Gesù che passa ma anche Gesù che rimane» (Sermone 88, 14, 13). Sì, abbiamo temuto e abbiamo deciso di «inseguire» il Signore Gesù, il Bambino perseguitato per riuscire a lambire il bordo del suo mantello e avere la forza e la dignità di ri-nascere e incontrare Dio dove veramente è: nel cuore del dolore profondo dell'umanità, abbandonata da pastori e responsabili.
Ai non credenti, diciamo che si vive bene anche senza religione, ma non senza una dimensione di spiritualità, convinti che tutta la Costituzione italiana (specialmente art.3 §§ 1-2, oltre a tutto il resto) sia un pilastro di socialità e progetto di umanità.
Offriamo a tutte e a tutti una riflessione, quasi una pausa di respiro d'aria buona, in questo rumoroso scintillio di banalità natalizie, offensive del buon senso, del buon gusto e della vita reale, dalla quale ci è impossibile scappare, anche perché per andare sulla Luna o su Marte, bisognerebbe pagare il biglietto di sola andata al miliardario iper-miliardario, Elon Mask, e non ne abbiamo proprio voglia.
Genova 26-11-2025
Paolo Farinella, prete
NATALE 2025:
PRESEPE VIVENTE
A SAN TORPETE
GENOVA