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2 Febbraio
Nell'ultimo post (30 gennaio scorso) avevo scritto che l'oro costa più delle quotazioni in borsa perché 13 minatori sudanesi l'hanno pagato con la propria vita. Ora giungono notizie frammentarie da Rubaya, nel North Kivu della Repubblica Democratica del Congo, dove 227 minatori hanno perso la vita mentre lavoravano in condizioni umanamente indescrivibili e indegne in una miniera di coltan. In questo senso il coltan costa più dell'oro! Si tratta di un minerale che viene trasformato in tantalio, metallo resistente al calore molto richiesto dai produttori di telefoni cellulari, computer, componenti aerospaziali e turbine a gas. Insomma quei minatori sono morti per garantire a noi della parte ricca del mondo lo stile di vita che abbiamo. Il numero dei morti è quello ufficiale del governatorato dell'area che ormai da molto tempo è occupata militarmente dai ribelli ruandesi della formazione M23. Sono gli stessi che si finanziano la guerra con le commesse del coltan. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, da quando hanno conquistato Rubaya, hanno imposto tasse sul commercio e sul trasporto del coltan, generando almeno 800.000 dollari al mese di utili. Più semplicemente bisogna pensare a quelle vite spezzate e alle loro famiglie, al sangue e alle lacrime di gente innocente che nella roulette della vita è nata dalla parte sbagliata del globo.