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22 Giugno
Gli omicidi di mafia non sono atti indistinti: si collocano dentro un progetto di dominio economico e territoriale, di controllo sociale e intimidazione. L'omicidio stradale ha una sua tipicità: imprudenza grave, violazione di norme di sicurezza, negligenza. Persino l'infanticidio è giuridicamente e criminologicamente distinto, con motivazioni, contesti e aggravanti specifiche che il diritto riconosce proprio per comprenderne la complessità. Eppure il bersaglio polemico di Roberto Vannacci viene rivolto solo al termine "femminicidio". A suo parere nominare quella specificità è un abuso ideologico. Ma il femminicidio ha caratteri ricorrenti e riconoscibili: relazioni affettive o ex relazioni, dinamiche di possesso e controllo, escalation di violenza domestica, minacce e stalking pregressi, una radice culturale di diseguaglianza di genere che trasforma il rifiuto in "colpa" punibile. Non si tratta di aggiungere parole, ma di leggere la realtà. Il povero generale è esponente di spicco di una cultura patriarcale che non riesce proprio a comprendere la specificità del femminicidio. Altro che ideologia! È proprio per questo che la sua negazione ci incoraggia piuttosto a sostenere e rafforzare l'idea che vi sia una definizione giuridica ad hoc del femminicidio e a continuare a lavorare perché raggiunga anche le coscienze dei maschi come Vannacci.