Dal 1930 al 1945 un fiume di oro invade i forzieri degli istituti di credito elvetici. Tra le iniziative di privati cittadini che mettono al sicuro i propri averi, il deposito dei lingotti razziati per tutta Europa, i proventi dell'Olocausto e gli scambi commerciali per ottenere valuta pregiata, dalla Germania si riversa nella Confederazione un enorme tesoro: il valore dell'oro inviato nelle banche svizzere è stimato a circa 8 miliardi di dollari al cambio attuale. Dietro questa immensa operazione economica e finanziaria c'era lo Stato nazista, con le SS in prima fila. Ma che fine hanno fatto quei lingotti con l'aquila e la svastica stampati? Cosa ne è stato dei depositi effettuati dalle vittime dell'Olocausto? E chi ha pagato il conto per una delle più grandi ruberie nella storia umana?