Si chiamano Rosine, Nolla, Marie-Claire: in Repubblica Centrafricana, bambine come loro sono reclutate con la forza nei ranghi dei gruppi armati, per assolvere i ruoli più disparati e persino per combattere. Secondo l’UNICEF, infatti, nel 2012 il 40% dei piccoli soldati era composto da bambine. Abituate alla violenza sin dalla tenera età, per loro è dura ricostruire una vita normale e sbarazzarsi dell'etichetta di "assassine".