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19 Febbraio 2021
16:12
il tema/problema dell'immigrazione è noto come pure i traffici e gli interessi che stanno dietro. Toccarlo da vicino come fa questo documentario è un'altra cosa. Ti fa venire rabbia per i trafficanti che ci lavorano, probabilmente anche loro dei disperati che si illudono di essere dalla parte giusta. Sconforto perchè ti fa sentire impotente, incapace di dare un contributo a questa causa, se non quella di condividere con qualcuno questo documento come altri del genere. Certo, la conoscenza e la diffusione di storie come questa sono il primo passo per superare l'ignoranza del problema. Viene voglia di andare oltre e di trovare un modo per farlo. Un paio di idee le ho..sto solo aspettando che finisca questa storia del virus. Brava Elena
stefano cozzi
18 Febbraio 2021
16:08
Si fa fatica ad arrivare in fondo al l'intervista - non invasiva né indulgente a suscitare pietà - senza provare un senso di colpa per l'indifferenza con cui siamo soliti affrontare il tema dell'immigrazione, specie dei minori. Il pensiero che siano figli cui i genitori non possono prestare alcun aiuto, che anzi sono loro a cercare una realtà che possa permettergli di aiutare i genitori a casa, fa rabbrividire e fa nascere la voglia di fare qualcosa per raddrizzare un mondo così sbilenco.
Sergio Bollani
17 Febbraio 2021
17:21
Il documentario lascia senza parole...sono ragazzi giovani, per me inevitabile il confronto tra la loro vita e quella dei nostri figli...quello che più sconvolge è il fatto che sono persone con la vita sospesa, e che per il mondo "civile" sono invisibili, o meglio numeri da statistica, da usare a proprio vantaggio..complimenti agli autori per la delicatezza con cui si sono avvicinati alle persone, e per il loro coraggio nel produrre un documento così crudo e reale.
Angelica Bollani
2 Febbraio 2021
10:07
Bel lavoro e molto interessante, complimenti. Le storie sono veramente struggenti: delle tristi odissee. Le testimonianze raccolte dai ragazzi vanno ben oltre i seppur significativi numeri, la cronaca dei barconi e i resoconti contabili, si capisce che dietro le cifre ci sono persone che soffrono e hanno sofferto terribilmente. Ascoltarle, una a una, nella loro tragica precarietà, senso di sospensione e annichilimento di tutto ciò che si può considerare umano, fa capire come questa indifferenza sia a-umana.
stefano ferri
20 Marzo 2021
00:34
Complimenti. Chi ha cuore non ha paura dello 'straniero'. Ne comprende le difficoltà e cerca di dare una mano. Il sistema Dublino ha mille difetti, che l'Europa non sembra interessata a colmare. Ma i cittadini possono fare molto. Un piccolo passo avanti è stato fatto con i 'tutori volontari di minori non accompagnati', ma molto altro c'è ancora da fare.
Laura