Ray Dalio. Imprenditore, investitore e analista visionario, ma anche filosofo e guru. Da alcuni amato, da altri odiato ma sempre rispettato.
Ray Dalio è l’esempio del talento che incontra l’opportunità.
Origini italiane, cresciuto nella New York del dopoguerra, Ray Dalio inizia a investire molto presto. Lavorando come caddie in uno dei club di golf più prestigiosi della città, ascolta le conversazioni dei trader di Wall Street e decide di investire i suoi risparmi in azioni di una compagnia aerea.
La fortuna gli sorride: l’azienda viene acquisita e il valore del suo investimento triplica. A soli 12 anni, Ray Dalio resta stregato dal mondo finanziario, del quale pensa di aver trovato la chiave di lettura. La vita e i fallimenti gli dimostreranno il contrario.
A soli 26 anni, Dalio fonda Bridgewater Associates che, nel giro di qualche decennio, diventa il fondo speculativo più grande al mondo. Un successo frutto di strategie di investimento maturate a metà strada fra Wall Street e l’India, dove Dalio impara i principi della meditazione trascendentale. Pratica che mira a eliminare i pensieri irrazionali al fine di percepire più chiaramente la realtà.
Dalio, però, non è un santo. Luci e ombre si alternano nella sua vita. Molti criticano lo stile con cui guida Bridgewater Associates, in particolare i dipendenti che, una volta fuori dall’azienda, confessano come l’ambiente di lavoro sia tossico e insopportabile.
Ray Dalio è anche convinto che l’economia dell’Italia sia destinata al collasso e che si porterà con sé tutta l’economia europea. Su questo si spera sbagli.
Ma qual è il segreto di Ray Dalio? Come ha fatto uno studente poco brillante a diventare uno degli investitori più vincenti di sempre?
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