Bruto e Cassio entrano in Senato per "salvare" la Repubblica — e scatenano la guerra che la distrugge. Allarmati dal potere di Cesare (dittatore a vita, volto sulle monete), pianificano di ucciderlo proprio in Senato. Bruto impedisce di uccidere Marco Antonio. L'attacco avviene; Cesare cade ai piedi della statua di Pompeo. Al funerale, Antonio rivolta il popolo contro i "Liberatori". Loro fuggono, perdono a Filippi e si uccidono. Risultato: Ottaviano diventa imperatore — il pugnale contro la tirannia ha accelerato la fine della Repubblica.