Steve Della Casa e Luca Morino con Luca De Gennaro
Ci sono dei luoghi in grado di spostare l'immaginario, luoghi che si traducono in cinema o in musica. Oppure al contrario film che diventano reali.
Anche se oggi viviamo nella civiltà dell’informazione, il suo fondamento rimane avvolto nel mistero. Le sue radici affondano nelle forme di Platone per poi arrivare a Shannon e Turing e incarnarsi nell’intelligenza artificiale (da ChatGPT a Dall-E). Dalla meccanica quantistica alle neuroscienze, tutti usano l’informazione, ma nessuno sa esattamente cosa sia. Chi ha mai visto un bit? Parafrasando Sant’Agostino: se nessuno ce lo chiede, sappiamo che cos’è, ma se ce lo chiedono non lo sappiamo.
È uno scrittore italiano (Montevarchi, 1978). L’ultimo suo libro si intitola “La Verità su Tutto”. Scrive sulle pagine culturali del Corriere della Sera, su Internazionale, Linus, il manifesto, Mucchio Selvaggio, Vice, Nazione Indiana, Carmilla, minima&moralia e Rolling Stone.
E quando dico malvagio, non intendo come i malvagi del Team Rocket e compagnia bella. Intendo cattiveria, sete di potere e manipolazione. Mettetevi comodi mentre vi racconto la storia di Aum Shinrikyo e Shoko Asahara.
I più grandi osservatori astronomici del mondo sono stati costruiti (anche) da un astrofisico italiano, Massimo Tarenghi, nel deserto di Atacama, in Cile. Sono telescopi, radiotelescopi e altri strumenti dell'Eso. Un'impresa ciclopica, una sfida ingegneristica e scientifica incredibile.
Con Massimo Tarenghi, astrofisico, e Gianluca Ranzini, giornalista di Focus.